”, programma ideato e condotto da Aldo Amico e Ileana Papanno e trasmesso da Radio Opportunity, è stata ospite la nostra
, protagonista di un’intervista di alto valore scientifico, divulgativo e sociale.
Il programma radiofonico nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione oncologica e di promuovere un ruolo attivo dei giovani e del terzo settore nella tutela della salute, dando voce a esperienze, competenze e buone pratiche. Da questa visione prende forma la collaborazione con la LILT di Caltanissetta, partner nella gestione e nella conduzione del programma, rafforzando il legame tra informazione, prevenzione e territorio.
Protagonisti della trasmissione sono i giovani della Consulta Giovanile LILT, chiamati a farsi portavoce di un messaggio di consapevolezza, responsabilità e partecipazione, rivolto all’intera comunità.
All’interno di questo contesto, l’intervista ha offerto un contributo qualificato sui temi della prevenzione oncologica e dell’importanza dell’informazione corretta, incarnando pienamente lo spirito del programma: rendere visibile l’invisibile, attraverso il dialogo, la conoscenza e l’impegno condiviso.
, per l’opportunità offerta e per l’impegno costante nella promozione della cultura della prevenzione oncologica. La sua visione, unita alla capacità di coinvolgere giovani, associazioni e realtà del territorio, rappresenta un valore fondamentale per la diffusione di messaggi di consapevolezza, responsabilità e partecipazione attiva a tutela della salute della comunità.
10 domande dalla Consulta studentesca LILT di Caltanissetta a Radio Opportunity per l’intervista alla Dott.ssa Sandra Bosi, coordinatrice a Reggio Emilia del Centro di riferimento regionale Luoghi di Prevenzione e Responsabile nazionale del programma “Guadagnare Salute con la LILT”.
Mi complimento per questa iniziativa che andrebbe replicata da tante Radio Italiane: un applauso virtuale a Radio Opportunity, che ci ospita e dà voce a temi fondamentali per la Salute, con costo basso, varie possibilità di diffusione e diversificazione nei contesti territoriali e modalità concreta per rendere i giovani protagonisti veri del nostro futuro.
Guadagnare Salute con la LILT, il programma della Sede Centrale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori a cui contribuisco con passione nelle fasi di progettazione, formazione, realizzazione e monitoraggio del programma, garantisce un sostegno continuo a iniziative di questo tipo, anche favorendo modalità di collaborazione fra i diversi strumenti di comunicazione multimediale.
Ringrazio il Prof. Aldo Amico, Presidente della LILT di Caltanissetta, che tanto si spende, anche in prima persona, per la valorizzazione dei giovani, la cura del rapporto con le scuole ed il territorio.
La realizzazione di iniziative come questa, di cui la LILT di Caltanissetta è protagonista, grazie all’impegno del suo Presidente, non sarebbero state possibili. Oggi costituiscono l’esempio a cui auspico contribuiscano la maggior parte delle LILT aderenti a Guadagnare Salute.
Perché si può farlo?
Perché la LILT ha come Presidente Nazionale il Prof. Francesco Schittulli, che ha fortemente voluto e sostiene con determinazione e coraggio il Programma Guadagnare Salute con la LILT e che, da ricercatore, senologo, chirurgo d’eccellenza, continua a dare tempo e spazio al futuro che sarà necessariamente legato a ricerca preventiva, diffusione di interventi di promozione della salute, prevenzione primaria e promozione della salute intenzionale da parte di chi vorrebbe modificare un proprio stile di vita.
Invito tutti a leggere il suo ultimo libro-intervista:
“Una vita per sconfiggere il cancro” Francesco Schittulli - Danilo Quinto, che è il ritratto di un uomo la cui cultura, passione per la medicina, valori di riferimento, spiritualità, forte legame con affetti famigliari, impegno politico hanno confluito nel fare di lui un chirurgo di fama, un ottimo clinico che ha spalancato le porte della LILT ai giovani e alla prevenzione.
Detto ciò confesso la mia emozione, grata e pronta per le domande della Consulta Giovanile della LILT di Caltanissetta e della professionalità della giovanissima Ileana.
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Il Centro
Luoghi di Prevenzione di Reggio Emilia è considerato un modello nazionale per l’educazione alla salute.
Domanda 1:
Dottoressa Bosi, quali sono gli elementi che rendono questo centro un’eccellenza nel panorama italiano della prevenzione?
Luoghi di Prevenzione è nato da un’idea della LILT di Reggio Emilia, dopo un confronto con diverse realtà nazionali e internazionali. Ne cito 3: Experimenta, Mostra didattica interattiva realizzata nel periodo 2000/2003 a Torino con la consulenza scientifica di Piero Angela; Città della Scienza di Parigi; e la collaborazione con il ricercatore statunitense di fama internazionale Prof. Carlo DiClemente, ad oggi supervisore scientifico della piattaforma didattica di LdP.
LdP è stato sostenuto dalla AUSL di Reggio Emilia e riconosciuto dalla Regione Emilia-Romagna come Centro didattico multimediale esperienziale di promozione della salute legato a fumo, alcol, alimentazione, attività fisica, benessere psicofisico, linguaggio delle emozioni e prevenzione oncologica.
L’eccellenza deriva dal fatto che, oltre ad avvalersi delle collaborazioni teorico-pratiche di esperti di fama nazionale e internazionale, ha la supervisione scientifica del Prof. DiClemente ed è l’unico Centro italiano e, forse, europeo esclusivamente dedicato alla promozione della salute e prevenzione degli stili di vita a rischio.
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Il programma “Guadagnare Salute” del Ministero della Salute e l’estensione “Guadagnare Salute con la LILT” lavorano per modificare i comportamenti a rischio sin dalla scuola.
Domanda 2:
Come si integrano questi due programmi e qual è il valore aggiunto portato dalla LILT?
I programmi portano avanti gli stessi obiettivi: entrambi prevedono la realizzazione di una Rete Nazionale di Scuole che Promuovono Salute che abbia queste caratteristiche:
- Cambiamento del contesto scolastico come luogo di vita, educazione e lavoro con iniziative (dalla diffusione di materiale informativo, bacheche dedicate e iniziative per il coinvolgimento di studenti, docenti e personale non docente) dedicate alla promozione di stili di vita salutari.
- Inserimento del tema della salute nel curriculum scolastico ordinario.
- Valorizzazione del ruolo degli studenti impegnati nella educazione fra pari.
- Sostituzione delle lezioni frontali, ritenute controproducenti da tutta la letteratura scientifica del settore, con laboratori esperienziali.
La LILT nazionale è Ente pubblico, strettamente connesso con il Ministero della Salute e con Protocollo d’intesa con il Ministero della Istruzione e del Merito. La diffusione capillare su tutto il territorio consente di amplificare le potenzialità di Guadagnare Salute con la LILT e di dare continuità e valorizzare un nucleo nazionale di operatori esperti sulle tematiche che partecipano a formazione continua di interventi uniti nella applicazione della stessa metodologia. È inoltre supportato da una piattaforma didattica in evoluzione che ospita aggiornamenti e si caratterizza come punto di riferimento per docenti e professionisti, accreditata dal sistema formativo ministeriale S.O.F.I.A.
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La prevenzione oggi non è più solo informazione, ma esperienza diretta, interattiva, partecipata.
Domanda 3:
Come funziona l’approccio esperienziale dei “Luoghi di Prevenzione” e quali risultati ha prodotto?
Si basa su una sequenza di laboratori che approfondiscono le tematiche dal punto di vista scientifico, corporeo, linguistico, espressivo, contrattando con i partecipanti ai gruppi un obiettivo di cambiamento che viene discusso e condiviso nella fase conclusiva del percorso.
Il metodo è stato oggetto di un trial randomizzato, seguito dal Prof. Fabrizio Faggiano, il principale epidemiologo italiano di promozione della salute, Università Piemonte 3, e dal dott. Giuseppe Gorini, ISPRO Firenze. Ha dato risultati statisticamente significativi ed è stato oggetto di pubblicazioni scientifiche, presenti sul sito Guadagnare Salute con la LILT
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Tabagismo, abuso di alcol, sedentarietà, cattiva alimentazione: sono questi i quattro grandi fattori di rischio da cui partire.
Domanda 4:
Quali strategie ritiene più efficaci per aiutare le persone — soprattutto i giovani — ad adottare stili di vita più sani?
Ognuno di noi, giovani e meno giovani, si concentra ad ascoltare il corpo solo quando non si sente bene. Chi è più giovane spesso è in forma e sta bene anche se pratica qualche comportamento a rischio (mangiare troppo, mangiare male o non mangiare affatto, ubriacarsi il fine settimana, concedersi qualche sigaretta o dispositivo elettronico di somministrazione di nicotina, privilegiare la sedentarietà o eccedere nella competizione).
Si può fare questo anche per molti anni, senza risentire delle conseguenze (almeno nella maggior parte dei casi). La prevenzione è una sorta di investimento a lungo termine che, prima comincia, più a lungo garantisce risultati precoci.
Non ci sono ricette, ma di certo è utile ascoltarsi, ascoltare rallentando: la lentezza si è un po’ perduta, ma solo lentamente e a piccoli passi si possono produrre cambiamenti intenzionali significativi.
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La prevenzione passa anche attraverso l’emozione, il coinvolgimento, la narrazione.
Domanda 5:
Quanto conta saper comunicare bene la prevenzione e quali linguaggi funzionano oggi con le nuove generazioni?
Questo, per me, per la mia esperienza, è un punto fondamentale. Riconoscere la differenza fra una emozione che è molto forte e rapida sia nelle sue manifestazioni che nella sua scomparsa: l’emozione è effimera; va differenziata da sentimenti e valori che richiedono consistenza, consapevolezza, tempo, coinvolgimento.
I like, così come gli altri simboli sono espressioni emozionali. La narrazione di sé, non con un diario sistematico o attraverso i social, ma come modalità per annotare parole, pensieri, emozioni, sentimenti, valori che hanno significato, richiede poco tempo e consente qualcosa che oggi manca prima di tutto agli adulti: il tempo del silenzio e della riflessione.
A Luoghi di Prevenzione e nel programma Guadagnare Salute con la LILT si usano: poetica dell’immaginario, gioco di ruolo, fantasia guidata, laboratorio espressivo, esperienze di valorizzazione della corporeità e della comunicazione non verbale, pratiche di approccio motivazionale.
La multimedialità digitale e la possibilità di dar voce a chiunque è una ottima opportunità, ma prima di pubblicare sarebbe opportuno riflettere ed esprimere una opinione creativa e non di tendenza, che sia solo un like. Confido che i giovani che collaborano con la LILT contribuiscano a questa rivoluzione digitale.
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Negli ultimi anni la LILT ha ampliato i propri programmi rivolgendosi non solo alle scuole, ma anche alle famiglie e ai lavoratori.
Domanda 6:
Come cambia la prevenzione quando entra nei contesti familiari e aziendali?
È un punto che ci sta particolarmente a cuore nel Guadagnare Salute 2026: è un punto debole.
Le famiglie non possono che essere motivate al cambiamento dei loro comportamenti se non dai loro figli, per questo puntiamo su educazione fra pari e consulte provinciali e nazionale degli studenti.
Nei luoghi di lavoro le priorità sono:
- Fornire materiale informativo e costruire una bacheca di riferimento dedicata ai temi della salute.
- Valorizzare il ruolo del Medico competente, espresso dalla Azienda, che è l’unico interlocutore interno coinvolgibile direttamente nella promozione della salute.
- Realizzare almeno un incontro con Direzione Aziendale, Medico competente e rappresentanze dei lavoratori.
- Presentare in modo chiaro i servizi che la LILT può offrire.
- Non cedere alle richieste di fare visite a gettone sulle tematiche che dovrebbero e devono essere garantite dal SSN: la LILT può avere un ruolo di integrazione, stimolo e sensibilizzazione, sia delle Dirigenze Aziendali che del SSN.
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La prevenzione non è uguale per tutti: occorre sviluppare percorsi inclusivi per chi vive fragilità sociali, economiche, culturali.
In realtà, purtroppo, non è così. Il tema del superamento delle diseguaglianze, nonostante sia molto citato nel Piano della Prevenzione concluso a dicembre 2025, resta voce non sufficientemente ascoltata, come del resto lo è la promozione della salute, cenerentola della medicina.
Per questo il vostro ruolo di giovani protagonisti dovrebbe mettere in primo piano l’attenzione a chi è in difficoltà e portarlo come bagaglio culturale nella vita formativa e professionale. La LILT cerca di orientare le proprie risorse proprio a favore di percorsi inclusivi per chi vive fragilità economiche e culturali. In questo senso è l’unico Ente pubblico che mette la propria professionalità a disposizione a chi non può permettersi “il lusso della Prevenzione”.
Bella e sfidante domanda.
Domanda 7:
In che modo i vostri programmi si adattano alle diverse vulnerabilità della popolazione?
Quello che facciamo a Luoghi di Prevenzione e, da qualche anno, grazie al forte impegno della LILT nazionale e del suo Presidente, Prof. Francesco Schittulli, è diventato patrimonio condiviso dalle diverse Associazioni LILT: dare un impulso nuovo alle possibilità di smettere di fumare con interventi di gruppo per la disassuefazione al fumo (primo fattore di rischio per la salute e attualmente particolarmente diffuso, soprattutto nelle parti più fragili della popolazione); interventi info-motivazionali per chi ha avuto il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza (anche questo, per la parte riabilitativa del percorso, riguarda una parte fragile della popolazione).
Le modalità esperienziali di GSL sono di per sé inclusive e a scuola e nei luoghi di lavoro sono percepite come contrasto alle diseguaglianze.
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LILT lavora molto sulla formazione degli insegnanti: sono loro i primi alleati nella diffusione della cultura della salute.
Domanda 8:
Qual è il ruolo del docente oggi nella prevenzione e cosa possiamo fare per sostenerlo?
Il loro ruolo è fondamentale, ma spesso il docente interessato ai temi si sente emarginato o isolato rispetto agli interessi di colleghi e dirigenza. Cosa fare? Il vostro ruolo è fondamentale:
- Chiedete un colloquio con il Preside per spiegare chi siete e chi è la LILT.
- Chiedete di essere inseriti nel gruppo di lavoro di Scuole che Promuovono Salute.
- Cercate di avere fra di voi un rappresentante del Consiglio d’Istituto.
- Parlate e comunicate con le famiglie con tutti i mezzi che avete a disposizione e che sapete dominare.
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Il coinvolgimento attivo dei giovani è uno dei punti di forza della LILT tramite le Consulte Giovanili.
Domanda 9:
Come vede l’impegno dei ragazzi e quale contributo nuovo portano alla prevenzione?
Alcune cose le ho già dette e non le ripeto. Il contributo è fondamentale. Importante è non diventare “piccoli professori”, ma diffusori di una esperienza efficace.
Utilizzate le metodologie attive della poetica della reverie, legata alla scrittura e al laboratorio espressivo, del gioco di ruolo come discussione di casi realmente accaduti che richiedano uso di problem solving e decision making.
Stimolate i docenti facendovi riconoscere per qualità: dovete essere protagonisti in una pratica di eccellenza, ancora largamente incompiuta a scuola, nei luoghi di lavoro e nei contesti sanitari.
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Guardando al futuro, la prevenzione si apre a nuove tecnologie, nuovi linguaggi, nuove forme di partecipazione.
Domanda 10:
Quali sono, secondo lei, le prossime sfide del programma “Guadagnare Salute” e come la LILT intende affrontarle?
Sfida per me è quasi sinonimo di utopia: quando cammini e provi a raggiungere l’orizzonte, scopri che l’orizzonte si sposta, ma tu continui a camminare. Questa è utopia e questa è sfida.
La sfida di GSL è camminare, trasformarsi, migliorare, far valere il contributo LILT nella Promozione della Salute, valorizzare il ruolo dei giovani, creare una comunità di buone pratiche dalle Scuole dell’infanzia alle Università e nelle Scuole di specializzazione post-universitaria.
Questo significa aprire le porte al futuro che dobbiamo accogliere, approfondendo e usando in modo originale nuove tecnologie e linguaggi, spesso usati in modo superficiale, per la crescita e la giovinezza della prossima stagione LILT.
QUESTO È IL mio impegno.